Prendiamoci cura

del tuo animale, insieme

Alla Clinica Veterinaria Castellarano ci prendiamo cura degli animali ogni giorno con competenza, ascolto e attenzione reale alle persone che li amano. Un luogo in cui tecnologia avanzata e umanità lavorano insieme, per offrire percorsi di cura sicuri, chiari e condivisi.

Un punto di riferimento,
non solo
quando serve


Siamo una clinica veterinaria che lavora in modo multidisciplinare, accompagnando ogni paziente lungo tutto il percorso di cura: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla terapia al follow-up.


Per noi la medicina veterinaria non è solo intervenire nei momenti critici, ma costruire continuità, fiducia e dialogo, ogni giorno.

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Un veterinario in camice blu esamina la bocca di un piccolo cane marrone su un lettino da visita in un ambiente clinico.
Un veterinario in camice blu esamina la bocca di un piccolo cane marrone su un lettino da visita in un ambiente clinico.

Competenza che rassicura, umanità che si sente

Chi entra in clinica cerca risposte, ma soprattutto sicurezza e comprensione.


Per questo crediamo in una comunicazione chiara, in spiegazioni semplici e in un rapporto di fiducia che mette al centro l’animale e la sua famiglia.

Ogni caso è diverso. Ogni storia merita attenzione.

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Quando ogni minuto conta

Il nostro servizio di Assistenza è pensato per garantire interventi tempestivi e percorsi chiari, anche nei momenti più delicati.


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La salute non riguarda solo le emergenze.
Prendersi cura significa prevenire, osservare, capire, e sapere quando è il momento giusto per chiedere aiuto.



In questo spazio condividiamo consigli pratici, informazioni chiare e racconti dal nostro lavoro quotidiano: contenuti pensati per accompagnarti nella cura del tuo animale, ridurre dubbi e costruire fiducia, passo dopo passo.

26 maggio 2026
Nella pratica clinica capita frequentemente di visitare cani giovani con segni gastroenterici cronici presenti “da sempre”. Spesso i proprietari riferiscono episodi di diarrea intermittente, difficoltà nella crescita o una condizione corporea mai realmente soddisfacente, situazioni che con il tempo rischiano quasi di essere considerate “normali” per quel paziente. Recentemente abbiamo seguito il caso di un cane di 11 mesi che presentava diarrea cronica fin dal momento dell’adozione, associata a mancata crescita e segni clinici e laboratoristici compatibili con una sindrome da malassorbimento intestinale. Nonostante la giovane età, il quadro clinico risultava già fortemente suggestivo di enteropatia cronica. Le enteropatie croniche del cane rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie. Dal punto di vista clinico, possono essere suddivise in forme dietoresponsive, forme associate a disbiosi intestinale, forme immunosoppressore-responsive e forme non responsive. La corretta identificazione della categoria di appartenenza è fondamentale per impostare un adeguato percorso diagnostico e terapeutico. Nel nostro caso, la presenza di segni clinici e laboratoristici fortemente suggestivi di malassorbimento intestinale, associata all’assenza di manifestazioni sistemiche rilevanti, ci ha portati a intraprendere inizialmente un trial alimentare mediante dieta idrolizzata. Nelle enteropatie croniche, infatti, la dieta rappresenta non soltanto uno strumento terapeutico, ma una componente fondamentale dell’iter diagnostico. Come spesso accade, la parte più complessa del percorso non è tanto la prescrizione nutrizionale quanto l’ottenimento di una compliance alimentare rigorosa da parte del proprietario: anche minime deviazioni dietetiche possono compromettere la corretta valutazione della risposta clinica. L’approccio nutrizionale mediante dieta idrolizzata o dieta a proteina novel rappresenta uno dei cardini terapeutici nella gestione delle enteropatie croniche del cane. Nel giro di poche settimane il paziente ha mostrato un miglioramento clinico evidente. La qualità fecale è progressivamente migliorata, gli episodi diarroici si sono ridotti e anche i parametri clinici generali hanno iniziato a stabilizzarsi in maniera significativa. La risposta ottenuta ha confermato il sospetto clinico di enteropatia cronica dietoresponsiva.  Casi come questo ricordano quanto la nutrizione clinica possa rappresentare una vera terapia e non semplicemente un supporto alla gestione medica. Nella pratica quotidiana, soprattutto nei pazienti giovani, un corretto trial dietetico può modificare radicalmente prognosi, qualità di vita e necessità terapeutiche future. Prima di considerare approcci farmacologici più aggressivi, vale spesso la pena concedere alla dieta il ruolo centrale che merita nella gestione delle enteropatie croniche.
20 aprile 2026
La leptospirosi è una malattia infettiva causata da batteri del genere Leptospira, che può colpire il cane ma anche l’uomo. Si tratta di una patologia da non sottovalutare, soprattutto perché può avere un decorso rapido e coinvolgere organi importanti come fegato e reni. Come avviene il contagio La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto con: acqua stagnante urine di animali infetti (in particolare roditori) I sintomi I sintomi della leptospirosi possono essere variabili e, nelle fasi iniziali, anche poco specifici. Nei casi più gravi, possono comparire segni di insufficienza renale o epatica. Perché è importante intervenire Una diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di trattamento efficace. Per questo, in presenza di sintomi sospetti, è importante rivolgersi rapidamente al veterinario. La prevenzione La vaccinazione rappresenta il principale strumento di prevenzione contro la leptospirosi. Inoltre, è utile: evitare il contatto con acqua stagnante limitare l’esposizione in ambienti potenzialmente contaminati prestare attenzione alle aree frequentate da roditori Un’attenzione che protegge anche le persone La leptospirosi è una zoonosi, cioè una malattia trasmissibile anche all’uomo. Proteggere il proprio animale significa quindi contribuire anche alla tutela della salute pubblica.
16 aprile 2026
Con l’arrivo della primavera e dell’estate, nei prati e lungo i bordi delle strade iniziano a comparire i forasacchi, piccoli semi di graminacee che possono rappresentare un rischio concreto per i nostri animali. La loro forma a “freccia” li rende particolarmente insidiosi: una volta entrati nel corpo dell’animale, tendono a procedere in una sola direzione, senza possibilità di uscire spontaneamente. Dove possono infilarsi I forasacchi possono infilarsi in diverse parti del corpo del cane, causando fastidi anche seri se non individuati in tempo. Le zone più a rischio sono le orecchie, dove possono entrare facilmente durante una passeggiata, e le narici, da cui possono essere inalati. Anche gli occhi sono particolarmente delicati e vulnerabili, così come gli spazi tra le dita delle zampe, dove spesso si incastrano senza essere subito visibili. In alcuni casi possono arrivare a penetrare sotto la pelle oppure entrare nell’apparato respiratorio, rendendo la situazione più complessa. Proprio per questo è importante sapere dove possono annidarsi, così da intervenire rapidamente in caso di necessità. In alcuni casi possono arrivare anche in profondità, causando infezioni e complicazioni importanti. I segnali da non sottovalutare I sintomi variano in base alla zona interessata, ma è importante prestare attenzione a: starnuti improvvisi e ripetuti scuotimento della testa fastidio o dolore alle orecchie zoppia o leccamento insistente delle zampe gonfiore localizzato secrezioni anomale Anche segnali apparentemente lievi possono indicare la presenza di un forasacco. Cosa fare Se sospetti la presenza di un forasacco, è importante non intervenire autonomamente, soprattutto se non visibile. Un tentativo di rimozione non corretto può peggiorare la situazione. È sempre consigliabile rivolgersi tempestivamente al veterinario, che potrà individuare e rimuovere il corpo estraneo in sicurezza. Prevenzione La prevenzione resta senza dubbio lo strumento più efficace per proteggere il cane, soprattutto nei periodi in cui il rischio è maggiore. In queste fasi è consigliabile adottare alcune semplici abitudini quotidiane: è meglio evitare le zone con erba alta e secca, dove è più facile che si nascondano parassiti, e controllare attentamente il cane dopo ogni passeggiata, così da individuare subito eventuali problemi. Può essere utile anche mantenere il pelo corto nelle aree più esposte, perché questo rende più semplice accorgersi della presenza di corpi estranei o insetti. Bisogna inoltre prestare particolare attenzione agli animali a pelo lungo, che sono più soggetti a trattenere ciò che incontrano nell’ambiente. In fondo, piccoli controlli quotidiani possono fare davvero la differenza e aiutare a prevenire situazioni più complesse.

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